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Lourdes


Mensile dell'OFTAL

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A Lourdes per l’ammalato guariscono i sani
foto news

A Lourdes il miracolo più grande e perenne sono la trasformazione delle anime, la vita ultraterrena che vi si vive, la sublimazione cristiana del dolore, la pace ineffabile che vi si riporta...!

Parte prima


Questa volta lascio al nostro Fondatore, mons. Alessandro Rastelli, di proporre a tutti noi l’editoriale. Riporto integralmente un suo scritto inedito del 1921, pertanto Monsignore è giovane appena trentaduenne. Il documento si trova nell’archivio della Sede centrale, archivio così ricco che desidera soltanto d’essere consultato. E’ una bella riflessione su Lourdes che ci aiuteràavivereeafarspiritualmente fruttare il grande dono del pellegrinaggio, ma ancor più del nostro essere oftaliani, è una pagina di un’attualità stupenda, ma lasciamo che sia don Rastelli a guidarci.
Molti non hanno ancora un concetto abbastanza puro di Lourdes. Fa pena, al ritorno, la loro dimanda a bruciapelo: «Miracoli...? Nessuno...?». Si disingannino! Anche questi a Lourdes non mancano; ma non ne sono che una parte secondaria e superflua. Miracolo stupendo, che lingua non vale a descrivere, caratteristica esclusiva di quella nuova Terra Santa, ubi steterunt pedes eius, è la stessa vita ultraterrena dei giorni del Pellegrinaggio, l’onda travolgente di grazia che afferra i cuori più restii, che fucina e tempra le nuove anime! Miracolo è la trasformazione del dolore in amore..., la corrente di grazia che passa tra malati e pellegrini..., lo spettacolo di una carità fraterna senza confronto..., miracolo quegli omaggi a Gesù sacramentato ed a Maria SS.
che danno la sensazione di fondersi e armonizzare con quelli della Celeste Gerusalemme; miracolo che tutti gli altri compendia è il povero ammalato, che a Lourdes forma il centro e la ragione di tutta quella vita divina. A Lourdes per l’ammalato guariscono i sani. «Penitenza, penitenza!» aveva fatto gridare la SS. Vergine da Bernardetta alla moltitudine circostante; «pregate per i poveri peccatori!». Si sa, dal Calvario in poi è la penitenza che redime. Ed ecco che i poveri malati, con le membra lacere di dolori, sono là ai piedi di Maria, tributo voluto di penitenza, ostie viventi e vittime per i loro fratelli, per la conversione dei peccatori, pegno sicuro di pace e perdono. Sono, secondo la frase scultoria di san Paolo, le arterie del corpo mistico della Chiesa, per le quali scorre la grazia e la vita delle anime. Nessuno a Lourdes, alla vista di tanti infelici e di tante infelicità, oserebbe ripetere la dimanda farisaica: «Maestro, chi ha peccato? Costoro o i parenti loro?». Tutti vedono e piangono nei poveri infermi se stessi.
Ed il trionfo delle parole della SS. Vergine nelle apparizioni non potrebbe essere più incalzante e letterale. Quali lavacri di anima! Quali risurrezioni a nuova vita per Gesù Sacramentato! Assistete ad una di quelle processioni del SS. e cento, a mille i poveri infermi stanno colà allineati in attesa della benedizione di Gesù! Ma attorno ad essi l’immensa moltitudine dei pellegrini condivide le lacrime, forma una sola preghiera: Signore, abbiate pietà di noi! ... Signore, se voi volete, potete guarirmi...! Fate che io veda... che io cammini!! ... Dunque è un altro e ben più sublime il significato di quelle parole! Gesù, bontà infinita, passa, benedice e tutti,con una nuova pace in cuore, che supera ogni senso, comprendono avverata in sé la dolce, divina promessa: Misereor super turbam ...!
La trasformazione è compiuta! La conclusione: Lourdes è anche la terra dei miracoli propriamente detta. Ne avvengono moltissimi e sono una prova di più, benchè non necessaria, della bontà infinita di Dio e di Maria Immacolata. Ma a Lourdes il miracolo più grande e perenne sono la trasformazione delle anime, la vita ultraterrena che vi si vive, la sublimazione cristiana del dolore, la pace ineffabile che vi si riporta...! Ecco la verità delle parole di quei poveri infermi: «A Lourdes non ho più avuto il coraggio di chiedere la mia guarigione!”.

Da questo scritto si delinea il senso del ministero sacerdotale di mons. Rastelli che scopre, in Lourdes, un mezzo privilegiato d’essere Chiesa e di questo ne desidera essere annunciatore spendendo interamente la sua vita sacerdotale quale prete, permettetemi di definirlo così, di Lourdes. Noi raccogliamo questa sua eredità. Abbiamo gustato nei numeri precedenti del “Lourdes” le belle figure dei Santi che hanno pellegrinato con l’Oftal, ora cominciamo a capire colui che è stato giustamente definito l’Apostolo dell’Immacolata.

don Piero Bonetta