Oftal Oftal Oftal


Aiutaci ad aiutare




Come? Segnando nell'apposito modulo il codice fiscale dell'associazione


94020940022

Lourdes


Mensile dell'OFTAL

Per iscriverti compila il vaglia postale con: c.c.00253138

Pregare il rosario con Bernadette
foto news

Il 2012 è per noi un anno speciale: ricorre l’ottantesimo anniversario
della fondazione della nostra Associazione e il centesimo anniversario
del primo pellegrinaggio di mons. Rastelli a Lourdes con un ammalato.

Ed eccoci a un nuovo anno. Per prima cosa voglio porgere i miei più sinceri auguri a tutti: agli ammalati, ai pellegrini, al personale che seguendo una vocazione vera fa del servizio una missione. Il 2012 è per noi un anno speciale: ricorre l’ottantesimo anniversario della fondazione della nostra Associazione e il centesimo anniversario del primo pellegrinaggio di mons. Rastelli a Lourdes con un ammalato. Le ricorrenze, sempre, non sono solo occasione di memoria ma sono soprattutto occasione di nuovo slancio guardando al futuro e così vogliamo che sia per la nostra Associazione.
Ma questo anno è anche dedicato alla preghiera del Rosario con Bernadette. Le cronache ci raccontano, come vediamo in alcune antiche fotografie, che il nostro Fondatore, sui treni come a Lourdes era sempre con la corona del Rosario in mano e invitava tutti a questa preghiera: la preghiera dei poveri, dei semplici, di coloro che amano ripetere il loro affetto per Maria. Del resto, la maggioranza delle apparizioni a Lourdes sono state proprio caratterizzate dalla preghiera del Rosario che Maria e Bernadette recitavano insieme.
Sono quindi contento di lasciare lo spazio, normalmente dedicato all’editoriale, alle sagge parole di padre Horacio Brito, Rettore del Santuario di Lourdes e a padre Marc Kemseke, coordinatore dei Pellegrinaggi di lingua olandese. Queste parole ci introducono e ci fanno riflettere sul tema dell’anno dandoci l’occasione di notare i parallelismi tra le Apparizioni, la vita di Bernadette e i Misteri del Rosario.
Sono certo che queste pagine saranno lette e rilette da tutti per poter ben preparaci e poter ben vivere i Pellegrinaggi che faremo nel corso dell’anno.




Testo di p. Horacio Brito e p. Marc Kemseke




Con questo nuovo tema annuale, e guidati da Bernadette, completiamo il percorso triennale sulla preghiera.
Nel 2010: Fare il Segno della croce con Bernadette. Nel 2011: Pregare il Padre Nostro con Bernadette. Perciò, nel 2012, desideriamo mettere la preghiera del Rosario nella luce di Bernadette, quella luce che avvolgeva la Madre di Dio durante le apparizioniecheèlalucecheDio ci dà per mettere i nostri passi nei passi del Figlio. «Sentii un rumore come un colpo di vento», ecco come Bernadette ha descritto l’inizio delle Apparizioni; l’inizio di quei fatti che sono alla base di ciò che è Lourdes oggi. Come nella Pentecoste per gli Apostoli, anche Bernadette è illuminata dallo Spirito Santo perché possa contemplare, interiorizzare, prendere parte e quindi testimoniare il mistero di salvezza per tutta l’umanità.
In questo processo Maria, la Madre di Dio, diventerà una vera Maestra di vita spirituale per questa ragazza. Con la sua presenza, le sue parole e i suoi gesti, introdurrà poco a poco Bernadette nella contemplazione del mistero di suo Figlio, il Redentore del mondo.
Il segreto di questa pedagogia mariana si trova innanzitutto nell’accoglienza reciproca che queste due ragazze, Maria e Bernadette, si scambiano l’un l’altra. Accogliendo Maria, Bernadette accoglie il Cristo: “Com’è che venga a me la madre del mio Signore?” (Lc 1,42) e, accogliendo Bernadette, Maria accoglie il Cristo: “Quanto avete fatto ad uno di questi piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40). Il sigillo di questa amicizia si trova nel segno della Croce. “Nel segno della Croce fatto insieme da Maria e Bernadette, ecco Lourdes” (Benedetto XVI, Lourdes 2008).
L’altro segreto di questa Viae Mariae sarà la preghiera del Rosario, poiché sarà come il sostegno di quegli incontri. Innanzitutto un segno pedagogico, perché tutte le preghiere conosciute da Bernadette, che all’epoca ignorava quasi tutto della religione, si trovano contenute in questa devozione tradizionale della Chiesa. E poi un sostegno spirituale, perché è anche con questa preghiera semplice e facile che i cristiani possono contemplare lo sviluppo dei misteri della vita del Cristo. Infatti, ciò che Maria affida e confida a Bernadette è la propria esperienza di discepola del Cristo, la sua esperienza di vita cristiana. “I ricordi di Gesù, impressi nel suo spirito, l’hanno accompagnata in ogni circostanza... e sono questi ricordi che, in un certo senso, costituiscono il rosario che lei ha recitato costantemente tutti i giorni della sua vita terrena” (Giovanni Paolo II; Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, n° 11, 2002).
È così che Maria, maestra di vita spirituale e Bernadette, figlia di Maria, figlia del Padre e discepola del Cristo, inaugurano ed aprono la porta di questa splendida scuola di preghiera che ci è data a Lourdes da 154 anni. Con la recita della corona del Rosario di milioni di pellegrini, oggi come ieri, tanto nel Santuario come altrove, tanto con i vari mezzi di comunicazione come nel segreto, si ha la possibilità di continuare a imparare e fare proprie le ricchezze insondabili del mistero del Cristo. Tenuta in conto la buona tradizione instaurata da un certo numero di anni, questo testo di base vuole aiutare i pellegrini a vivere quattro giorni intensi di pellegrinaggio. Per questi quattro giorni, la contemplazione dei misteri del Rosario, con una serie di misteri al giorno, e senza tenere conto di un ordine cronologico ma pastorale, sono un’ottima guida: i misteri gaudiosi, dolorosi, gloriosi e luminosi, trovano il loro riflesso nelle Apparizioni e nel messaggio di Lourdes.




Misteri Gaudiosi



L’Annunciazione – La VisitazioneLa Nascita di Gesù – La Presentazione al Tempio – Il Ritrovamento di Gesù nel Tempio


Contemplare l’Emmanuele il Dio con noi deranno, però, tra la gioia di questa nuova presenza e l’incertezza del futuro. La contemplazione dei cinque L’annuncio di un figlio che nascerà ad una coppia e misteri gaudiosi è segnata da un evento fondamentale, in una famiglia, non lascia mai nessuno indifferente. quello dell’Incarnazione: Dio si fa uomo nella persona È il mistero della vita nella sua integralità che viene di Gesù. Infatti, questi misteri si sviluppano attorno altrasmesso, è la vita che è affidata all’umanità. I sen- la persona dell’Emmanuele, il Dio con noi, e di Maria, timenti suscitati dalla nascita di questo figlio si divi- chiamata fin dall’inizio del Vangelo ad essere non soltanto la madre del Figlio secondo la carne, ma a generarlo con la fede nel profondo del pro-
prio cuore. Quest’evento è caratterizzato dalla gioia. Le prime parole rivolte dall’angelo Gabriele a Maria sono già un invito alla gioia: “Rallegrati Maria”. In lei, è tutta l’umanità che è toccata da quell’invito alla gioia. Nello stesso modo che nel suo “Fiat”, così anche in questo invito che tutta l’umanità è chiamata a fare la volontà di Dio.
I racconti evangelici della Visitazione e della nascita di Gesù sono anch’essi attraversati da un clima di gioia. Giovanni Battista “sussulta di gioia” nel seno di Elisabetta (Lc 1,44). A Betlemme, gli angeli annunciano ai pastori “una grande gioia” (Lc 2,10).
Questa gioia, frutto della presenza di Dio fatto uomo fra noi, trova la sua fonte in un evento completamente nuovo: questo bambino è venuto nel mondo per compiere la volontà del Padre e far dono della propria vita sulla croce in riscatto dell’umanità. Infatti, i misteri della Presentazione e del Ritrovamento di Gesù nel tempio anticipano già il mistero della croce. Il bambino “sarà un segno di contraddizione” (Lc 2,34), lui deve occuparsi “delle cose del Padre” (Lc 2,49) “ed una spada trafiggerà il cuore di Maria” (Lc 2,35). Maria che “conserva tutte queste cose nel suo cuore” inizierà così un lungo pellegrinaggio al seguito del Figlio.
Come gli apostoli e come ogni uomo che viene al mondo, Bernadette è stata chiamata alla contemplazione e alla più alta delle contemplazione, contemplare Dio. L’evangelista S. Marco ci dice: “Poi (Gesù) salì sulla montagna e chiamò a sé quelli che volle”. “Essi lo seguirono per stare con Lui...” (Mc 3,13). Prima di affidare una qualsiasi missione ai suoi discepoli, il Signore li chiama “per stare con lui”. Nello stesso modo, in un primo tempo, Maria invita Bernadette “a stare con lei”. Ciò spiega il silenzio e la preghiera che caratterizzano le prime sette apparizioni. Questo silenzio è indispensabile perché ci possa essere il dialogo e, allo stesso tempo, perché le parole pronunciate possano essere comprese e realizzate. Durante la terza apparizione, Maria pronuncerà tre frasi: «Non è necessario», «Volete farmi la grazia di venire per quindici giorni?», «Non vi prometto la felicità in questo mondo ma nell’altro».
Queste tre frasi sono in se stesse impregnate della gioia della Buona Notizia che la Madre di Dio vuole condividere con Bernadette, e allo stesso tempo [esprimono] l’esigenza della radicalità del Vangelo. Benché la prima di queste frasi sia una risposta alla domanda di mettere per iscritto il proprio nome, mette allo stesso tempo in evidenza la pedagogia di Maria. Per il momento, ciò che più importa è la gioia dell’incontro. “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4).
In cambio «venire qui per quindici giorni» è quel tanto necessario affinché si possano consolidare la relazione e l’amicizia tra le due ragazze... In questo modo, potrà svilupparsi la catechesi di Maria, che era già cominciata nel silenzio e nella preghiera. Tuttavia, questo non significa che spariranno le difficoltà, poiché varie volte, durante la quindicina delle apparizioni, Bernadette dovrà ricordare a se stessa e agli altri il suo impegno, la sua promessa di fedeltà: «Ho promesso di andare».
Inoltre, questo invito comporta un altro elemento importante: quello della libertà. Invitandola Maria rischia il tutto per tutto in attesa della risposta di Bernadette. Come esiste una gioia in Maria per aver trovato “grazia agli occhi di Dio”, così Bernadette manifesta la propria gioia per aver incontrato Maria. Nello stesso modo in cui Maria prova gioia per aver pronunciato il suo “si” all’invito dell’angelo, così si può dire di questa ragazza per aver risposto “si” all’invito della Signora. La risposta positiva a questo invito ha una conseguenza: «la felicità di un altro mondo». Questo altro mondo è all’interno stesso di questo mondo. E questa felicità si trova al centro della relazione che sta nascendo tra queste due ragazze. E lo scopo di questa relazione consiste nel vivere secondo i frutti dello Spirito: “Carità, pace, servizio, bontà, fiducia negli altri, controllo di sé e dolcezza” (Gal 5, 22-23).
Un Pellegrinaggio è un tempo propizio per la gioia dell’incontro, ma è anche un momento esigente. L’incontro suppone: prendere l’iniziativa, andare alla ricerca dell’altro, mettere costantemente la carità al centro di tale incontro. Il frutto di questa esperienza di comunione è la presenza del Signore nel cuore del Pellegrinaggio.


Domande che ci possiamo fare



  • Chi mi ha insegnato a recitare il Rosario? In quali circostanze? Lo recito: da solo, in famiglia, con altre persone, tutti i giorni, di tanto in tanto, nelle feste della Madonna?

  • Il fatto di essere cristiano è motivo di gioia nella mia vita? Gli insegnamenti del Vangelo aprono la mia vita su altre realtà? La preghiera è vero mezzo nella mia ricerca di Dio? Mi incontro con altre persone per pregare e meditare la Parola di Dio? Per condividere la mia Fede?

  • Mi sforzo per rinnovare in profondità il mio cuore per vivere il mio impegno di cristiano? A Natale? A Pasqua? In ogni messa? Tutti i giorni? Prima di ogni decisione importante?



Gesti da fare durante il Pellegrinaggio


All’inizio della prima celebrazione del Pellegrinaggio invitare i Pellegrini a darsi un saluto semplicemente perché provano la gioia di fare insieme il percorso di un Pellegrinaggio.
In piccoli gruppi recitare i misteri gaudiosi del Rosario.

Dopo il Pellegrinaggio


Una espressione del Vangelo può aiutarci ad entrare nella gioia della radicalità della vita cristiana. “Niente è impossibile a Dio” (Lc 1,37).





Misteri Dolorosi







L’agonia di Gesù – La flagellazione – L’incoronazione di spine – Gesù caricato della croce – La crocifissione e la morte di Gesù

Contemplare il servo di Dio Ecce Homo

I misteri dolorosi nella recita del Rosario sono, sia un invito a contemplare il punto culminante della rivelazione dell’amore di Dio, sia la salvezza che è offerta a tutta l’umanità. La preghiera di Gesù nel Getsemani: "Sia fatta non la mia, ma la tua volontà!" (Lc 22,42) esprime "il si" che cancella "il no" dei nostri progenitori. Ed è questa adesione alla volontà del Padre, nel suo aspetto di ricerca dolorosa, che appare anche negli altri misteri. Nella contemplazione dell'Ecce Homo si rivela non soltanto l'amore misericordioso di Dio ma anche tutta la fragilità dell'uomo. Ed è Maria ai piedi della croce che ci aiuta a penetrare nella profondità del grande mistero della redenzione dell'uomo con l'obbedienza amorosa di suo Figlio. Alla Grotta di Lourdes, Maria introduce Bernadette nel vangelo. La catechesi di Maria raggiunge Bernadette in ciò che è: la sua condizione umana segnata dal peccato. Allo stesso tempo, è raggiunta nella sua realtà: la sua povertà, la sua ignoranza, la sua malattia, la sua miseria.
Durante le apparizioni penitenziali (8a 11a) su richiesta della Signora, Bernadette realizzerà tre gesti: camminare in ginocchio e baciare il suolo della Grotta, mangiare alcune erbe e imbrattarsi il viso di fango. Questi gesti biblici, eminentemente penitenziali, ci rimandano ai grandi momenti della Passione del Figlio di Dio. Le erbe amare del libro dell’Esodo ci ricordano la cena dell’agnello con il quale il popolo ebreo cercava di attirarsi i favori di Dio: “Il dieci di questo mese, si prenda un agnello per famiglia, un agnello per casa. In tutta l’assemblea della Comunità d’Israele, si immolerà al calar del sole. Si prenderà del sangue che sarà messo sui due stipiti e sull’architrave delle case dove lo si mangerà. Si mangerà la su carne nella notte, la si mangerà arrostita al fuoco, con pani senza lievito e erbe amare” (Es 12,1). Il fango che sporca il viso di Bernadette è l’immagine del “servo sofferente di Dio” di cui ci parla il profeta Isaia. Il fatto di camminare in ginocchio e di baciare il suolo della Grotta ci riporta all’annullamento del Cristo: “Egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Fil 2,6-8). Questi gesti realizzati da Bernadette in modo ripetuto hanno uno scopo concreto: farci scoprire un’altra realtà. Camminare in ginocchio e baciare il suolo, è un gesto di umiliazione che manifesta il riavvicinamento e l’amore verso il suolo della Grotta. Gli altri due, mangiare l’erba e scavare nel fango, esprimono il desiderio di liberare questa terra. Occorre passare per questa purificazione perché possa apparire quel che è nascosto è che è il vero tesoro: la sorgente. Bisogna amare l’uomo, figlio di Dio, che è peccatore e liberarlo dal peccato, affinché possa scoprire nel suo cuore la sorgente dell’amore e della carità, perché l’uomo è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio: «Andata alla fonte, bevete e lavatevi», dirà Maria a Bernadette il 25 febbraio durate la nona apparizione.
Nella contemplazione del Figlio dell’Uomo sfigurato, coronato di spine, insanguinato, noi contempliamo la storia tragica degli uomini. Al tempo stesso, nel Figlio dell’Uomo si manifesta l’amore di Dio per l’umanità: “Ma uno dei soldati, con la lancia, gli trafisse il costante e ne uscì sangue ed acqua” (Gv 19,34).
«Pregate Dio per la conversione dei peccatori» dirà la Signora a Bernadette il 24 febbraio 1858. Queste parole che marcarono profondamente la vita di questa ragazza le consentiranno di avanzare in modo deciso verso l’amore per Dio e per i fratelli. Bernadette sa con coscienza lucida di essere una comune e solidale peccatrice come tutti. Le sue ultime parole su questa terra rivolte alla santa Vergine saranno: «Pregate per me povera peccatrice».
Ma come esiste una comunione tra gli uomini a livello del peccato, esiste anche una comunione a livello della carità. È la preghiera che ci permette di purificare i nostri sentimenti per dare al prossimo il meglio di noi stessi. “Là dove abbonda il peccato, sovrabbonda la grazia” (Rm 5,20).
Abbiamo tutti bisogno di questa purificazione dei nostri sentimenti e delle nostre parole per poter comunicare con i nostri fratelli, non a livello della nostra superficialità ma a livello della sorgente della carità in noi assopita. Come per la Samaritana, la nostra conversione è possibile se prestiamo fede alle parole del Cristo: “... chi berrà dell’acqua che io gli darò diventerà in lui fonte d’acqua che zampilla per la vita eterna” (Gv 4,14).


Domande che ci possiamo fare



  • In quale circostanze ho scoperto la fragilità della vita? Una ferita? Una frustrazione? La malattia? Un insuccesso? Un vizio? Una schiavitù?

  • Ricordo qualche profonda liberazione avvenuta nel mio cuore? Qualcuno mi ha aiutato? Qualcuno mi ha accompagnato? Ho chiesto che si pregasse per me?

  • Ho ringraziato Dio e gli altri per l’aiuto ricevuto?

  • Presto aiuto alle persone che hanno delle difficoltà nella vita? (fisiche o morali). Sono un segno di conforto e di speranza? Mi interesso delle persone che soffrono?

  • Ho fatto qualche cosa per loro? Mi ritrovo con altri con lo scopo di aiutare quelli che soffrono?



Gesti da fare durante il Pellegrinaggio


Partecipare alla Via Crucis. In piccoli gruppi recitare i misteri dolorosi.

Dopo il Pellegrinaggio


Questa espressione dell’apostolo Paolo potrebbe orientare la riflessione: “Completo nella mia carne ciò che manca alla Passione del Cristo” (Col 1.24). Questa espressione di Bernadette può aiutarci nel nostro percorso di conversione: «Quel che riguarda me, non mi riguarda più».




Misteri Gloriosi





La Risurrezione – L’Ascensione – La Pentecoste – L’assunzione di Maria – L’incoronazione di Maria

Contemplare il Risorto

Contemplando il Cristo Risuscitato, il cristiano riscopre il fondamento della Fede. Al tempo stesso, la risurrezione mette in risalto la gioia dei primi testimoni: Maria Maddalena e i discepoli di Emmaus. Come pure gli Apostoli, che dopo l'Ascensione di Gesù ritornano a Gerusalemme "pieni di gioia" (Lc 24,52) "una gioia che nessuno potrà loro rapire” (Gv 16,22). La Madonna appare intimamente associata a questa gioia. “Gli Apostoli erano assidui alla preghiera, con Maria, la Madre di Gesù” (At 1,14). È per questo che i misteri dell’Assunzione e dell’Incoronazione, sono come la conseguenza del saluto dell’Angelo: “Rallegrati Maria”. “Nel terzo mistero glorioso, il Rosario pone al centro di questo percorso glorioso del Figlio e di sua Madre la Pentecoste, mostrando il volto della Chiesa come una famiglia unita a Maria, ravvivata dalla potente effusione dello Spirito e pronta per la missione evangelizzatrice” (Giovanni Paolo II).
In questo modo, i misteri gloriosi aprono il cuore dei credenti verso l’attesa di un cielo nuovo e di una terra nuova. Così, costituita come popolo di Dio, la Chiesa percorre lungo la storia, il Pellegrinaggio dell’umanità.
Il 18 febbraio 1858, giorno della terza apparizione, Bernadette è invitata «a venire qui durante quindici giorni». Il martedì 2 marzo 1858, durante la tredicesima apparizione, Bernadette è invece mandata «a dire ai sacerdoti che si costruisca qui una cappella e che si venga in processione». Tra la chiamata e l’invito, Maria e Bernadette si sono incontrate già dieci volte. Durante questi incontri alla ragazza non è stato affidato nessun compito. Ma sono stati dieci incontri segnati dalla gioia di stare con Maria. Dieci incontri in cui Maria ha invitato Bernadette alla scoperta di suo Figlio nel mistero della croce.
È in questa relazione tra le due giovani che in modo imprevedibile avviene l’apertura a tutta la Chiesa, a tutta l’umanità: «andate a dire ai sacerdoti». Come Maria Maddalena e i discepoli di Emmaus furono invitati ad annunciare agli apostoli la Buona Notizia della Risurrezione, così anche Bernadette è inviata dalla Signora ad annunciare «ai sacerdoti», cioè alla Chiesa, la necessità di costruire una cappella e venire in processione.
Solo la Chiesa, assistita dallo Spirito Santo, ha il potere di far si che una grazia singolare ricevuta da una persona possa arrivare alla portata di tutti. Perché Ella ha ricevuto il potere di rendere possibile il fatto che tutti abbiano la salvezza. È così che la grazia ricevuta da Bernadette, è concessa a tutti, ovunque e per sempre.
Costruire la cappella e venire in processione significa edificare il Popolo di Dio, Corpo del Cristo e Tempio dello Spirito. Ma queste parole sono anche un invito a lasciare la Chiesa fare in modo che possa realizzare la sua opera.
Con la proclamazione della Parola di Dio e la celebrazione dei sacramenti, la Chiesa continua a costruire la cappella. Convocando alla processione, la Chiesa continua ad invitare l’umanità ad accedere al mistero del Cristo e fino alla fine: il cielo e la glorificazione con la vita eterna.


Domande che ci possiamo fare



  • Chi mi ha insegnato il catechismo? Me la sentirei di insegnare il catechismo?

  • Attraverso quali gesti concreti partecipo alla vita della Chiesa? I sacramenti? Un’istituzione, associazione o movimento di Chiesa? Mi faccio conoscere come cristiano? Ho cercato di crescere e di formarmi nella Fede?

  • Conosco qualche sacerdote? Conosco i cristiani della mia parrocchia?

  • Sono il primo testimone della Fede per i miei figli? Mi sono mai posto la questione della loro educazione cristiana?

  • I miei principi, le mie parole, le mie decisioni, i miei atti, esprimono speranza? Intendo cercare per me stesso e per gli altri ciò che è meglio per crescere e nella carità e nell’unità?



Gesti da fare durante il Pellegrinaggio


Partecipare alla messa internazionale (mercoledì e domenica) e alle processioni (eucaristica e aux flambeaux) come un segno dell’unità e della diversità della Chiesa inviata per annunciare il Vangelo a tutte le nazioni.
In piccoli gruppi recitare i misteri gloriosi.

Dopo il Pellegrinaggio


Una espressione di Gesù: “Le mie parole sono Spirito e Vita”. Queste parole di Bernadette: «Sono stata incaricata di dirvelo e non di farvelo credere».





Misteri Luminosi





Il battesimo di Gesù – Le nozze di Cana – L’annuncio del Regno di Dio –
La Trasfigurazione – L’istituzione dell’Eucaristia

Contemplare il Cristo Trasfigurato

Cristo è "la luce del mondo"(Gv 8,13). In realtà. è tutto il mistero del Cristo che è luce. E la visibilità di questa luce si manifesta durante la sua vita pubblica quando annuncia il VAngelo del Regno. Così nei misteri della luce del Rosario abbiamo accesso alla rivelazione del Regno ormai presente nelle persona di Gesù. "In questi misteri, ad eccezione di quello di Cana, Maria è presente soltanto sullo sfondo" (Giovanni Paolo II). Tuttavia, le parole di Maria “Fate tutto quello che vi dirà” (Gv 2,5) sono il sottofondo mariano anche negli altri misteri luminosi: “questi è il Figlio prediletto”, con il suo Battesimo; “Ascoltatelo” con la Trasfigurazione (Mc 9,7); “Fate questo in memoria di me” con l’Istituzione dell'Eucaristia (Lc 22,19). L'11 febbraio 1858 Bernadette già marcata dall'asma, la miseria, la fame, si reca davanti a una grotta umida e buia alla ricerca di legna secca e ossa. È in quel momento specifico, dopo aver sentito che rivolge il suo sguardo verso la Grotta e vede una signora vestita di bianco circondata di luce. Durante le diciotto apparizioni Bernadette vede la luce e questa si riflette sul suo volto che diventa così il segno della luce.
Anche Maria riflette la luce di Colui che è la luce, il Cristo. E se Bernadette riflette questa luce sul volto è perché il suo cuore è illuminato da questa luce. Al tempo stesso, questa luce le mostra le oscurità del suo cuore. È per questo che la ragazza, il sabato seguente, cercherà il reverendo Pomain, per confidargli l’esperienza straordinaria appena vissuta. Questo incontro con il sacerdote è molto significativo, poiché ci consente di capire che questa stessa luce vista alla Grotta si trova nella vita sacramentale, nella vita come Chiesa: “Cristo è la luce dei popoli” [Questo sacro Concilio ... desidera dunque ardentemente, annunciare ad ogni creatura (Mc 16,15), illuminare tutti gli uomini con la luce del Cristo che risplende sul volto della Chiesa Lumen Gentium n° 1].
Fin dalla terza apparizione, Bernadette porterà una candela accesa. Questa candela le servirà, fin dall’inizio delle apparizioni, ad illuminare il cammino che la conduce a Massabielle. Ma poco a poco, questa candela prenderà ben altro significato. All’inizio, la candela sarà il ricordo del proprio Battesimo, che lei è figlia di Dio, che porta nel suo cuore la luce della Pasqua: il Cristo morto e risuscitato per tutti noi. Tutto quel che si manifesta è luce.
Per questo è detto: “Svegliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà” (Ef 5,14). Il 7 aprile 1858, mercoledì di Pasqua, durante la diciassettesima apparizione, la fiamma del cero che Bernadette regge in mano, lambisce per alcuni minuti le dita della ragazza senza scottarla. Cristo, luce del mondo, non è venuto per condannare la nostra umanità, ma a salvarla: [La Fede, infatti tutto rischiara di una luce nuova, e svela le intenzioni di Dio sulla vocazione integrale dell’uomo, orientando così lo spirito verso soluzioni pienamente umane Gaudium et Spes n° 11].
Il 3 giugno, festa del Corpus Domini, nell’ospizio delle suore di Nevers, Bernadette riceve per la prima volta, il Corpo del Cristo. Qul giorno lei regge un cero acceso. “La Chiesa vive del Cristo eucaristico, da Lui è nutrita, da lui è illuminata. L’Eucaristia è mistero di fede, e insieme mistero di luce” (Giovanni Paolo II: Ecclesia de Eucharistia, 6)
Il 16 luglio 1858, giorno dell’ultima apparizione, Bernadette non porterà una candela. Eppure, quel giorno, benché si trovasse lontana dalla Grotta, ella dirà di aver contemplato la Signora «più bella che mai». Se Bernadette può ammirare così la bellezza di Maria, è perché le somiglia sempre di più. Ella ora porta nel suo cuore la luce dell’Immacolata. “Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,14); “Un giorno gli saremo simili, perché lo vedremo così com’è” (1Gv 3,2).





Domande che ci possiamo fare



  • Accetto quelle oscurità che sono nella mia ragione? Nei miei sentimenti? Nella mia vita affettiva?

  • Sono alla ricerca della luce su queste realtà?

  • Mi animo a chiedere consiglio alle persone qualificate?

  • La Parola di Dio è per me luce nella mia vita?

  • In quanto papà, mamma, sposo, sposa, sacerdote, religioso, religiosa, amico, sono capace di trasmettere intorno a me parole illuminanti?

  • Ogni sacramento è una grazia e una luce nei molteplici aspetti della vita. Vi ricorro spesso così come dovrei?

  • Sono riconoscente con quelle persone che mi hanno aiutato a dare l’orientamento giusto alla mia vita? Genitori? Insegnanti? Amici? Catechisti? Sacerdoti? La famiglia?



Gesti da fare durante il Pellegrinaggio


Accendere il cero del proprio vicino all’inizio della processione “aux flambeaux”. A piccoli gruppi recitare i misteri luminosi.

Dopo il Pellegrinaggio


“Ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce” (Col 1,12).





firma_don_paolo