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Lourdes


Mensile dell'OFTAL

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Il cammino dell’Opera
foto news

Il termine Opera richiama l’opera di Dio che è la Divina Liturgia, la lode perenne che la Chiesa eleva all’unico Signore attraverso Cristo Mediatore per virtù dello Spirito Santo

Ottant’anni con gli ammalati cent’anni di pellegrinaggi a Lourdes, così recita l’immagine che abbiamo fatto stampare recante la fotografia di mons. Alessandro Rastelli nostro fondatore. Ci stiamo preparando a questo duplice giubileo non tanto per celebrare enfaticamente quegli anniversari, quanto perché la memoria diventa profezia per il domani che ci attende. Mons. Rastelli nel Maggio del 2012 si recò a Lourdes con un solo malato che, per altro, dopo un viaggio fortunoso e avventuroso fatto di sali e scendi sui treni di linea di allora, adagiato su un povero materasso con quattro maniglie, portato dai progenitori delle dame e dei barellieri, riuscì ad arrivare finalmente a Lourdes, ma soprattutto a far ritorno guarito. L’anno seguente partiva da Vercelli il primo treno con 350 ammalati.
Non dobbiamo dimenticare che Monsignore andava a Lourdes con i sofferenti per domandare guarigioni attraverso la preghiera perseverante e obbedendo alle richieste che la Vergine aveva formulato, alla Grotta, alla sua veggente Bernadette, richieste che ci introducono con sicurezza ai doni di Grazia, poiché vengono da Maria la prima fedele Discepola, Madre di Dio e Madre nostra.
Ma la grande svolta nella vicenda umana di Alessandro Rastelli avvenne nel 1932 con la fondazione dell’Optal che, ben presto, divenne Oftal.
Vorrei ora soffermarmi con voi su questo termine così usato, pronunciato, conosciuto e anche molto amato da tanti amici, sia viventi che giŕ passati, alla visione beatifica di cui la Grotta, per noi innamorati di Maria, è un chiaro anticipo. Quando si parla di Oftal pressoché tutti la chiamiamo Associazione. Mons. Rastelli la chiamava sempre e soltanto Opera, non perché il termine Associazione non esisteva, ma piuttosto perchè questo termine era ed è riduttivo della grande esperienza oftaliana, splendida intuizione di colui che da tanti venne definito l’Apostolo dell’Immacolata. Il termine Opera richiama l’opera di Dio (opus Dei) che è la Divina Liturgia, la lode perenne che la Chiesa eleva all’unico Signore attraverso Cristo Mediatore per virtù dello Spirito Santo. Da ciò ne consegue che il nostro pellegrinare, il nostro servizio ai sofferenti, l’attenzione verso ogni persona nessuna esclusa, l’interesse solo e soltanto per le anime, altro non è che la continuazione della celebrazione dei Divini Misteri. Il mistero vissuto nella Liturgia, soprattutto nella Santa Eucaristia,ha come conseguenza la carità spicciola e attenta verso ogni povero di Dio che in realtà è ogni uomo, anche colui che nell’opinione comune viene definito ricco. Del resto la Madonna alla Grotta si presenta come Orante e invita alla preghiera quale fonte di ogni grazia.
La parabola del buon Samaritano, che sempre noi oftaliani dovremmo avere nel cuore e nella mente, altro non è che una liturgia di carità e il corpo del povero malcapitato, di ogni malcapitato è Cristo che ci viene incontro. Il cammino dell’Opera è stato una grande storia di santità, di preghiera e di servizio a cominciare da Monsignore anche se pur, per ora, egli non è arrivato alla gloria degli altari. Ma altri, su ciò ritorneremo nei prossimi incontri, hanno trovato nell’Oftal e nel suo stile un valido stimolo e aiuto per il cammino che li ha portati verso gli altari. A tale proposito ricordiamo il sacerdote Beato Secondo Pollo, la Beata Enrichetta Alfieri Suora di Carità di Santa Giovanna Antida cugina di Monsignore, la venerabile Benedetta Bianchi Porro. Tutti noi domandiamo a Maria di poterci inserire in questa stupenda storia d’amore.



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