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Lourdes


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"Lourdes è stato come il Sole che illumina fra le nuvole" di Marco Siano | Scritto da voi
foto news

La mia certezza di ritornare a Lourdes c'è stata appena terminata l'esperienza dell'anno scorso.

Appena levato il piede da quella terra visitata dalla Santa Vergine per salire sul pullman che mi avrebbe portato a casa, ero sicuro in cuore che non sarebbe stato un addio ma un arrivederci.



Il giorno dell’arrivo a casa tutto quel che avevo vissuto già mi mancava: i luoghi, le emozioni e le commozioni, gli affetti e gli effetti, ma anche le persone e le risate in loro compagnia.

Ero certo di tornare, per rivivere tutto quanto e ancor di più!

Poi è arrivato il brutto periodo che tutti abbiamo passato, chi più chi meno.

La paura, le domande...

Preso dai timori e dai dubbi mi dimenticai quasi di tutto.

Poi un messaggio sul telefono mi ha ricordato di quella cittadina ai piedi delle montagne. Un po' come la mia, Susa, ma con qualcosa in più.

Non solo i luoghi e la sua storia. Ma anche la sua atmosfera. Il clima che si crea a Lourdes è qualcosa di spettacolare. Tutti sconosciuti ma tutti uniti sotto la Grotta, intorno a Maria.

Il timore di un viaggio all'estero in questo periodo restava comunque e si aspettava solo il miglioramento della situazione. Consapevole delle precauzioni che avrei dovuto tenere, sia durante il viaggio sia al mio ritorno, dopo qualche ora di viaggio in auto, il 14 agosto, ero all'aeroporto di Bergamo, pronto per volare alla volta dei Pirenei.

Subito è stato come essere in famiglia, non di sangue ovviamente, ma con una forte condivisione: l'amore per Lourdes e verso il prossimo.

Tornando a Lourdes, è stato impressionante e triste non trovare i nostri amici sofferenti, ma avendo meno servizi e dunque più tempo per la riflessione personale, ho avuto l'occasione di pregare di più di quanto avessi fatto l'anno scorso e rispetto a quanto faccia a casa.

Il ritorno a Lourdes è stato come il Sole che illumina fra le nuvole.

Ho ritrovato ciò che avevo avuto paura di perdere in quel brutto periodo. Ho ricompiuto quel salto che è la fede. Ho trovato qui, come già detto, un'altra famiglia, capace di farmi ridere come non mai ma anche riflettere allo stesso modo. Ho rivissuto emozioni e commozioni, ma ancora più intensamente.

Il canto iniziale alla messa internazionale (Tout entière, lumiere) è per me sempre una grande emozione: sono riuscito come a ripulirmi dalle mie preoccupazioni, grazie anche all'ascolto di una persona a me cara. Così è stato anche per il sacramento della riconciliazione, per le celebrazioni alla Grotta, luogo che, attraverso il silenzio e il raccoglimento, permette di respirare un'aria meravigliosa, di pace e armonia, carica di emozione.

I quattro giorni sono però volati tra tutte queste esperienze, di formazione ma anche di divertimento.

Lasciare Lourdes è sempre un dispiacere ma, come l'anno scorso, appena saliti i gradini, questa volta dell'aereo, la certezza e la speranza di tornare, magari anche prima, hanno subito bussato alla mia porta, accompagnate ovviamente dall'immancabile e puntuale nostalgia.

Non posso far altro che aspettare, iniziare a fare il conto alla rovescia, insomma, e vivere questo periodo d'attesa intensamente. Con la preghiera so di tornare là, anche solo per un attimo. 

Nel frattempo, mentre mi preparo al mio pellegrinaggio/scalata annuale della Madonna del Rocciamelone, che qui, dove abito, veglia la Valsusa dall'alto dei suoi 3538 metri, non posso far altro che ringraziare l'OFTAL e le persone che mi sono state accanto in questo pellegrinaggio, fra cui soprattutto il mio professore del liceo, che mi ha invitato per la prima volta a venire a Lourdes.

Concludo con alcune righe che ho pensato e scritto poco dopo il mio ritorno in Italia:


Un luogo di speranza, pace, amore e armonia, non solo di fede.

Un luogo che sa essere ancora di salvezza, punto di riflessione e casa.

Compagnie stupende con cui condividere gioie e dolori.

Un luogo dove questi propri dolori e preoccupazioni s'impara a metterli da parte per donarsi interamente all'altro, riconoscendosi poi più fortunati di quanto si pensasse.


Perché andarsene allora?

"Perché se non ce ne andassimo non si potrebbe ritornare." (Cit.)


Grazie Lourdes.

Al prossimo anno.



Marco Siano