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"Immacolati e testimoni" - IL PENSIERO DELLA SETTIMANA a cura di Mons. Sergio Salvini (Vercelli)
foto news
18/05/20

"IMMACOLATI E TESTIMONI" 

Si legge in un libro: 


C’era una lunga strada che si snodava dalla terra al cielo: 

era una strada piena di ostacoli, pezzi di vetro e tante pietre taglienti. 

La gente camminava a piedi scalzi e faceva una enorme fatica a procedere. 

Pur con i piedi sanguinanti, tutti però volevano proseguire: 

la meta ancora lontana era attraente. Si andava avanti lentamente. 

Apparve all’improvviso una persona bellissima: 

camminava a piedi scalzi ma non si feriva. E camminava veloce. 

Dietro di lui c’era una donna: anche lei camminava con sicurezza spedita, 

senza farsi del male. 

Aveva l’avvertenza di mettere i piedi nelle impronte lasciate da chi la precedeva.   

Dietro di loro tante altre persone: alcune si ferivano perché si distraevano, 

altre esauste si fermavano ai bordi della strada e desistevano dall’andare avanti, 

altre invece ponevano i loro piedi sulle impronte già segnate 

e camminavano senza ferirsi. 

Le impronte erano quelle di Gesù e di Maria. 


Si dice che i racconti sono per i bimbi….Ma la morale è per i grandi.

L’insegnamento del racconto è chiaro: occorre camminare con Maria, 

ponendo i propri piedi sulle orme di Cristo, per non ferirsi 

e per non fare fatica nell’andare avanti. 

Oggi, per noi, tempo e strada  si sono fatti difficoltosi: come andare alla Grotta?

La sera di quel 16 luglio, festa della Madonna del Carmelo, Bernadette si recò 

in chiesa, quando si sentì chiamata ed esortata ad andare di nuovo alla Grotta. 

Così fece. Si spinse fin dove era possibile arrivare e si inginocchiò sulla riva 

del Gave, vicino alle transenne che ostacolavano l'ingresso. 

In quella posizione iniziò a pregare; improvvisamente vide la Vergine Maria più bella che mai, al di là della palizzata che le sorrideva…

Anche per noi c’è il vivo desiderio di ritornare alla Grotta col cuore 

e la preghiera e rivedere Maria, l’Immacolata Vergine. 

Siamo stati bloccati nei pellegrinaggi proprio nell’anno del tema “Io sono l’Immacolata Concezione”, ma la grandezza dell’essere l’Immacolata 

è relegata ad essere madre e serva di Cristo. 

Un “Sì’ che inizia con l’Annunciazione dell’angelo e trova il compimento ai piedi 

della croce. Una maternità che diventa amore per la vita. 

Un’ arte di amare che si scrive nella carne così da intuire e interpretare  anche quello che non si può dire… 

Come a Bernadette, Maria ci dice che Lei è ciò che dobbiamo diventare 

IMMACOLATI e TESTIMONI poiché la santità è tutto. 

Un OFTAL sempre in cammino  non perdendo la possibilità di essere ancorati 

a Cristo e Maria. Così la vita può risultare meno faticosa e più spedita, 

nonostante le tante difficoltà.


Mons. Sergio Salvini

Delegato Vescovile Vercelli