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Lourdes


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"La Grotta era il mio Cielo" - IL PENSIERO DELLA SETTIMANA a cura di Don Mauro Biodo (Cuneo)
foto news
3/05/2020

"LA GROTTA ERA IL MIO CIELO"

In questi giorni di isolamento forzato, in cui non possiamo uscire, non possiamo incontrarci, non possiamo chiacchierare, non possiamo svolgere come vorremmo le nostre attività lavorative o ricreative, non possiamo partecipare all’Eucaristia e manifestare apertamente la nostra fede, più volte mi è tornata in mente santa Bernadette.

Dopo l’esperienza radiosa dell’incontro con Aquerò a Massabielle, dopo aver toccato con mano la bontà di Dio nei suoi confronti, mentre attorno a lei tutti la giudicavano, la criticavano, la insultavano, Bernadette decide di lasciare Lourdes per consacrarsi a Dio tra le suore della carità di Nevers.  E proprio nel monastero di Saint Gildard, dove si era ritirata per sua scelta, Bernadette sente la mancanza della Grotta. Finché la salute glielo permette, si reca spesso al fondo del giardino del monastero dove si trova un’immagine della Vergine Maria, detta Madonna delle acque, angolo che le ricorda più di ogni altro Massabielle, e lì confida alle sue consorelle “La Grotta era il mio cielo”.

Molti di noi, nei vari pellegrinaggi, abbiamo incontrato il Signore Gesù per mezzo di sua Madre Maria. Abbiamo visto che Lui è dalla nostra parta, che gli importa di noi. Adesso ci troviamo spaesati, preoccupati, quasi incapaci di vivere il momento presente fatto di restrizioni e di rinunce. Bernadette, con la sua solita e proverbiale semplicità, ci dice: anche se non vedi fisicamente la Grotta, ma il tuo cielo (il tuo cuore) è là, tutto trova senso. Mi pare che questo messaggio si possa applicare a ognuno di noi.

Se per caso non sarà possibile vivere fisicamente il pellegrinaggio a Lourdes, se il nostro cuore è là, anche la separazione non è così forte. Se non possiamo muoverci e incontrarci come vorremmo, ma il nostro cuore è con i nostri fratelli ed amici, anche l’isolamento non è così duro. Se sentiamo limitate le nostre libertà, se consideriamo vincolanti le regole che ci sono date e le precauzioni che dobbiamo prendere, ma il nostro cuore è là dove c’è il bene di tutti, allora non ci schiaccia, ma tutto ci porta a crescere.

Nel Vangelo Gesù, con un’immagine molto forte, ci ricorda che “il chicco di grano caduto in terra, se non muore, non può portare frutto” . Il momento presente è l’occasione di “morire” alle nostre abitudini, alle cose fatte senza pensarci e senza valorizzarle, ai rapporti vissuti con superficialità, per rinascere a un modo nuovo e più bello di intendere la vita. Se anche per noi, come per Bernadette, “la Grotta è il nostro cielo”, se il nostro cuore è là dove ci sono le cose che valgono veramente, allora possiamo rinascere e portare frutti di vita nuova.

Chiediamo con fiducia alla Vergine Maria, per intercessione di Bernadette, che ci aiuti a compiere questo salto di qualità nella nostra vita di cristiani e di cittadini responsabili: “la Grotta era il mio cielo”.


Don Mauro Biodo
Delegato Arcivescovile OftalCuneo