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Lourdes


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Da Lourdes | Mons. Bodo, Vescovo di Saluzzo: "Il dialogo e il servizio aiutano ad aprire i cuori e riscoprire lo sguardo materno di Maria"
foto news
6/08/19

In pellegrinaggio insieme alla sezione di Cuneo, Mons. Cristiano Bodo, Vescovo di Saluzzo, rilascia una ricca intervista a OFTAL in cui analizza il significato di Lourdes e di chi vi svolge servizio.

di Gabriele Giannetti


Sua Eccellenza, che cosa vuol dire venire in pellegrinaggio a Lourdes? 
Non esiste una risposta sola, in quanto venire a Lourdes significa molte cose: prima di tutto incontrare Maria nella sua terra per poter entrare con Lei nel cenacolo e ricevere la forza per rimanere fedeli alle promesse del proprio battesimo e ministero. Significa ricordare pellegrinaggi di gioventù, vercellesi e dell’OFTAL. Significa ripensare alle persone con le quali abbiamo condiviso i pellegrinaggi ma che ci hanno lasciato e sono impressi nella nostra memoria. Infine sperare che Maria possa toccare il cuore dell’uomo, sopratutto delle nuove generazioni, affinché possano incontrare il Vangelo e una Chiesa in cammino.

Che valore ha il servizio e l'ascolto da parte dei volontari dell'OFTAL? 
Indispensabile. Il dialogo è fondamentale per aprire i cuori a coloro che si sono allontanati. Il servizio aiuta a riscoprire la Fede e lo sguardo materno di Maria. L'incontro e servizio sono dimostrazioni vive di tutti coloro che venendo da diverse parti del mondo e con la sola propria presenza in questo santuario testimoniano che la Fede, la speranza dell’umanità e Maria diventano aiuto ed esempio che ci aiuta ad essere entusiasti di tutto ciò che il signore ci dona attraverso i volti, le fragilità e le ricchezze dei volontari dame e barellieri.

Quale messaggio lancia la presenza di OFTAL nel territorio di Saluzzo?
Promuove due grandi valori: anzitutto aiutare a riscoprire la presenza di Maria nella Chiesa e nella vita di ogni credente; inoltre, per le nuove generazioni, la dimostrazione della presenza di una Madre che lo sa ascoltare, accogliere e guidare verso la scoperta del figlio Gesù. Ritrovare nella loro vita quell' entusiasmo e realizzazione che in molti - soprattutto i giovani - cercano nell’effimero e che solo Dio può veramente donare.

Che cosa la colpisce di più di questo luogo scelto da Dio?
La Grotta, sopratutto nelle prima ore del mattino. È come arrivare da un lungo viaggio, ritornare nella casa materna e ritrovare, nel volto di una madre in perenne attesa del tuo ritorno, consolazione e sostegno dalle fatiche, gioie e progetti di tutto l’anno. Un luogo a lei dedicato che diventa una casa mondiale per ritrovare quelle parole di Maria che sussurano tutto i credenti: "Fate quello che vi dirà".


Un augurio a chi ci leggerà?
Auguro a tutti di trovare il desiderio di visitare almeno una volta nella vita questo sanitario affinché possano sperimentare quella bellezza che Dio ha voluto donarci attraverso la sua Madre.