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Lourdes


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Intervista a Massimo Giletti: “OFTAL, un punto di riferimento per la Fede e il servizio”
foto news
28/7/19

di Gabriele Giannetti




Buongiorno signor Giletti, iniziamo con la sua prima volta a Lourdes: come è stata?
<<La mia prima volta a Lourdes risale a quando ero bambino: avevo dieci anni, mia mamma Giuliana e mia nonna Bianca Maria, che venivano a Lourdes da molti anni, mi dissero: “È giunto il momento che tu conosca gliultimi, gli invisibili. E io chiesi, “Ma chi sono questi invisibili?”. Sono quelli che noi, nelle nostre società, scartiamo ma che a Lourdes vengono messi al centro. Ho iniziato così, quasi per gioco. Poi è diventato qualcosa di più importante>>.



A tal proposito, quando viene in questo luogo oggi, cosa pensa?
<<Che tutto il mondo viene qui per un racconto di una bambina. Quello è il vero miracolo: il racconto di una bambina che, nei secoli, continua a portare gente a Lourdes. Va al di là di ogni mistero>>. 


Cosa la colpisce maggiormente guardando chi si reca in pellegrinaggio a Lourdes?
<<Mi fanno impressione i tanti giovani che vedo qui a Lourdes. È difficile essere giovani e venire a fare volontariato qui, al giorno d’oggi. L’ apprezzamento va a loro che sacrificano giorni di ferie e vacanze per venire qui. Sono giovani che bisogna coltivare e aiutare>>.


Cosa direbbe ai giovani e, in generale, a chi desidera venire a svolgere servizio?
<<Lourdes mette al centro chi viene deriso e guardato in modo strano durante l’anno. Darsi agli altri e ai malati è un servizio straordinariamente intenso che solo venendo qui si può capire cosa vuol dire. È un’energia che ti porti durante l’anno per le nostre piccole e grandi difficoltà cui andiamo incontro>>. 


A quale figura collega Lourdes?
<<Al vostro Presidente, Don Paolo, un grande amico che ringrazio. È stato lui, infatti, che mi ha riportato a Lourdes dopo che per molti anni lo avevo lasciato. Per me Lourdes rappresenta una immagine forte associata a lui>>.


Cosa si porta dietro di Lourdes?
<<L’immagine di un ragazzino che proprio con Don Paolo abbiamo accompagnato a toccare le rocce. Sapeva che non sarebbe forse neanche arrivato alla fine del pellegrinaggio perché era molto grave. Il padre mi aveva chiesto di accompagnarlo e lo avevo portato in barella e ce l’ho ancora negli occhi. Voleva toccare la Grotta e insisteva… insomma, molto emozionante>>. 


Che valore ha e può avere l’OFTAL nella società attuale?
<<L’OFTAL è un punto di riferimento per chi desidera avvicinarsi in modo concreto alla fede. Il trasportare malati in luoghi di culto lo puoi fare in diversi modi. Ecco, l’OFTAL svolge questo compito molto bene>>.


Cosa vuol dire andare a Lourdes anche per chi si professa non credente?
<<Interessante… allora, è un incontro con qualcosa che chi non crede guarderà con i propri occhi e poi farà una sua valutazione. Chi sono io per giudicare? Io non sono nessuno ma spero che qualcuno che non crede magari cambi idea>>.