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Lourdes


Mensile dell'OFTAL

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Cosa vuol dire servire a Lourdes con OFTAL?
foto news

Una tra le prime domande che viene posta ai volontari una volta rientrati dai pellegrinaggi è: cosa fate a Lourdes? 
Una semplice, banale domanda la cui risposta è senza dubbio complessa e ricca di significati.





Premettiamo che non esiste una risposta predefinita ed esaustiva. C’è il racconto del servizio, delle emozioni che si provano, dei rapporti profondi che nascono tra personale e malati, sotto lo sguardo materno di Maria. 

Servire a Lourdes vuol dire mettersi al servizio degli ammalati (giovani o anziani), dalla partenza (in treno, pullman o aereo) fino al rientro, per tutto il pellegrinaggio. Non occorrono doti particolari per decidere di intraprendere quest’esperienza di vita, occorrono infatti soltanto il sorriso e disponibilità di cuore. In particolare ai volontari è domandato di compiere un’assistenza agli ammalati, disabili e pellegrini a partire dalle funzioni primarie (lavarsi, vestirsi, mangiare). Anche se spesso la necessità di compagnia e di ascolto sono i veri bisogni delle persone che ci stanno intorno. Prestare servizio, infatti, vuol dire anche e sopratutto ascoltare. Molto di loro, difatti, provengono da realtà come le case di riposo o abitazioni in cui sono spesso soli. Assisterli vuol dire anche prestarli un nostro orecchio e ascoltare le storie che hanno da raccontarci, i loro complimenti e preoccupazioni che vivono. Non di rado i volontari vengono considerati figli o nipoti di quegli anziani che con tanta fede e speranza vivono i pellegrinaggi. 

I volontari si dividono in dame e barellieri. Le dame, con addosso una divisa, prestano servizio in Accueil (la struttura semi ospedaliera che accoglie i malati) come anche all’esterno per assistere gli anziani in caso di necessità. 

Ci sono poi i barellieri che, in quanto uomini, si occupano dell’assistenza più pensante: dal carico e scarico dei treno o pullman all’accompagnamento dei malati nelle varie funzioni, al servizio in Accueil. Insieme ai volontari troviamo anche infermieri, medici e sacerdoti. 

Servire a Lourdes, vuol dire questo ma molto altro. Significa emozionarsi, divertirsi, riflettere su se stessi. Vuol dire fare poco ma ricevere molto di più. Vuol dire trovare nuove ma forti relazioni. Respirare un'aria diversa: quell'aria che non vedi l'ora di respirare l'anno dopo. 

Insomma, più che raccontata questa esperienza va vissuta e condivisa. Perché se è vero che qualcosa si può anche testimoniare, del pellegrinaggio vanno vissute le emozioni e amicizie. 
Il tutto guidato e rivolto a Lei, la nostra Bianca Signora senza la quale nulla sarebbe possibile.