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Lourdes


Mensile dell'OFTAL

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LA MISSIONE DENTRO L’ OFTAL
foto news

E’ necessario che ogni “oftaliano” si senta figlio di Dio, si innamori di Cristo con l’ aiuto di Maria, sull’esempio di Santa Bernadette

La realtà attorno a noi ci interpella e ognuno è chiamato a dar ragione della speranza che ci sostiene, a comunicare la bellezza della fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo e a testimoniare con la vita i valori e gli ideali evangelici: perché sono la via attraverso la quale l’umanità si può riscattare e salvare. Certo la missione spinge fuori, al di là, ma c’è una missione pure necessaria all’interno di noi stessi, della nostra famiglia, comunità parrocchiale o religiosa, luogo di lavoro e di volontariato. Se la missione a cui siamo chiamati dice ordine all’Evangelizzazione, cioè a impregnare la propria esistenza col Vangelo di Cristo, allora le nostre Associazioni hanno anch’esse il bisogno/diritto di essere rinnovate in tale direzione.
I primi due articoli dello Statuto dell’OFTAL così si esprimono: “L’Opera federativa per il trasporto degli Ammalati a Lourdes … è una Associazione di culto e religione senza scopo di lucro … posta sotto la protezione di Maria Immacolata, si propone: l’assistenza spirituale e morale degli ammalati, specialmente poveri, in modo particolare mediante pellegrinaggi a Lourdes e ad altri Santuari; la formazione religiosa e professionale del Personale di assistenza, nello spirito della carità cristiana”. E’ importante, anzi direi vitale, che nella nell’ “Opera”, come amava chiamarla il Fondatore mons. Alessandro Rastelli, si tenga in considerazione la missione a cui è chiamata: aiutare chi si avvicina a noi a raggiungere Gesù attraverso Maria, come recita l’adagio composto nel mosaico dell’abside della Basilica del Rosario di Lourdes: “ad Jesum per Mariam”. Sì, non possiamo esonerarci da ciò, snatureremmo l’essenza fondamentale del carisma dell’Oftal. Troppi volontari, anche storici, vengono a Lourdes per “fare” un servizio senza far tesoro della “parte migliore che non sarà mai tolta” parafrasando le parole che Gesù disse a riguardo della scelta fatta da Maria in confronto a quella della sorella Marta.
E’ necessario che ogni “oftaliano” si senta figlio di Dio, si innamori di Cristo con l’ aiuto di Maria, si converta al bene, si faccia autentico compagno di viaggio di chi si accosta a lui sull’esempio di Santa Bernadette. Un volontario può avere una divisa perfetta, su misura, pulita e ordinata, bella da vedersi e desiderata, ma se il suo cuore è lontano da Gesù rimane solamente da vedere ma non da seguire e da imitare. Gesù ci ha insegnato che per essere pane di vita ci si deve cibare del pane vitale: infatti Lui si riferiva continuamente al Padre e con Lui intesseva dialoghi intensi e faceva quello che il Padre gli suggeriva.
Perdonatemi: noi spesso ci comportiamo da saccenti, non partecipiamo a incontri formativi, di riflessione e di preghiera ma al contrario siamo pronti ad aggiungerci alle tavolate e alle feste mondane. Intendiamoci non sono contrario a queste ultime ma ritengo che anche la preparazione, la conoscenza, la formazione siano elementi necessari per un ricco cammino e un servizio fruttuoso. E poi di quante cose si parla tra noi, magari anche belle come la propria esperienza lourdiana, ma il vero annuncio? E’ bello parlare di Lourdes, del servizio, delle amicizie, dell’esperienza della Grotta, ma è ancor più bello comunicarsi l’esperienza della vita di fede vissuta quotidianamente e vivere nel luogo solito, della propria Sezione, la scoperta dell’amore di Dio e lì parlarne. Tutto diventa più difficile con le persone con cui si condividono tanti momenti però è proprio nella normalità della vita che riveliamo la straordinarietà della nostra fede. Guardare al fratello e alla sorella che con me svolgono un servizio o essere un pellegrino, una pellegrina, che partecipa ai pellegrinaggi con gli occhi di Gesù e accostarli col cuore di Gesù e parlare loro con la sapienza di Gesù è una missione interessante e urgente.
Dall’ omelia di Mons. Vittorio Piola in occasione del trentesimo anniversario della morte di mons. Alessandro Rastelli, fondatore dell’ O.F.T.A.L.: «La nostra fedeltà deve modellarsi sulla fedeltà di Maria, di cui il nostro Fondatore è vissuto ed ha nutrito la propria spiritualità. Secondo il saluto di Elisabetta, Maria è beata perché ha creduto sempre, nonostante tutto, dall’annuncio dell’Angelo alla profezia di Simeone, allo strazio della Croce. Allora si capisce meglio l’espressione del sacerdote di Trino, che, pur essendo passato attraverso a molte prove, difficoltà, incomprensioni, fatiche e lacrime, per descrivere lo stato d’animo suo e degli Oftaliani usa quell’espressione: “Fusi in un solo gaudio, in un solo fuoco, tesi ad una sola meta, tripudianti di una grandissima benedizione della Madonna”».
Impegniamoci ad essere più limpidi, più trasparenti, più veri per essere più credibili.
Buon Cammino. Felicità e grazia!
Don Piero