Oftal Oftal Oftal


Aiutaci ad aiutare




Come? Segnando nell'apposito modulo il codice fiscale dell'associazione


94020940022

Lourdes


Mensile dell'OFTAL

Per iscriverti compila il vaglia postale con: c.c.00253138

MISSIONE È FAR GIRARE LA GIOIA
foto news

Con il Battesimo siamo sacerdoti per pregare e per celebrare; siamo re per servire e profeti per annunciare

“La Buona Novella, il messaggio della Risurrezione è affascinante, e allo stesso tempo il dubbio si insinua nel nostro spirito” - così scrive P. Horacio Brito nel testo sul Tema pastorale di Lourdes del 2015. Sì, noi siamo pronti a inginocchiarci e adorare il Signore e allo stesso tempo a dubitare della sua presenza. Quante volte questo ci è accaduto!
La grazia e il peccato, il divino e l’umano, e la nostra vita oscilla, direi, tra la fede e il dubbio. La fede che ha bisogno del dubbio e il dubbio che ha bisogno della fede, semplicemente per non accaparrarci il Cristo. Allora, qual è questa Chiesa che è inviata ad annunciare la Buona Novella? E’ una Chiesa umana e divina, ricca dell’amore e della misericordia di Dio, composta da uomini che sono santi perché, per la grazia del Battesimo, appartengono a Cristo e, allo stesso tempo, sono peccatori. Ed è nel cuore di questo formidabile combattimento spirituale, segno di una buona salute spirituale, che si sviluppa la vita del cristiano. Noi avanziamo in mezzo a queste ombre e a queste luci.
Ma il Signore ci dice: “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20)”. A mio avviso ritroviamo lo spirito di queste parole nella Introduzione dell’ Esortazione apostolica Evangelii Nutiandi del Beato Paolo VI “L'impegno di annunziare il Vangelo agli uomini del nostro tempo animati dalla speranza, ma, parimente, spesso travagliati dalla paura e dall'angoscia, è senza alcun dubbio un servizio reso non solo alla comunità cristiana, ma anche a tutta l'umanità. Di qui il dovere di confermare i fratelli, che Noi abbiamo ricevuto dal Signore con l'ufficio di Successore di Pietro, e che è per Noi un «assillo quotidiano», un programma di vita e d'azione, e un impegno fondamentale del Nostro Pontificato; questo dovere Ci sembra ancora più nobile e necessario allorché si tratta di incoraggiare i nostri fratelli nella missione di evangelizzatori, affinché, in questi tempi d'incertezza e di disordine, essi la compiano con amore, zelo e gioia sempre maggiori”. Splendido, sono certo che pure voi trovate tutto questo vero e splendido. Io, tu, sì proprio tu ed io siamo, seppur con tutta la nostra miseria, parte integrante, primi attori, cooprotagonisti e corresponsabili con Gesù della proclamazione del Regno di Dio e nella comunicazione delle meraviglie da Lui operate.
Ora provate a pensare al dono straordinario del Battesimo che abbiamo ricevuto. Da semplici essere corporei siamo rinati persone eterne con le stesse misteriose qualità di Gesù: siamo sacerdoti per pregare e per celebrare; siamo re per servire e profeti per annunciare.
Annunciatori del Vangelo dunque; evangelizzatori di quella notizia che fa esplodere la gioia nel mondo. Ma la gioia può essere imprigionata, limitata, ingabbiata? Ci risponde Papa Francesco in una sua omelia: “No, perché se noi vogliamo avere questa gioia soltanto per noi alla fine si ammala e il nostro cuore diviene un po’ stropicciato, e la nostra faccia non trasmette quella gioia grande ma quella nostalgia, quella malinconia che non è sana. Alcune volte questi cristiani malinconici hanno più faccia da peperoncini all’aceto che proprio di gioiosi che hanno una vita bella. La gioia non può diventare ferma: deve andare. La gioia è una virtù pellegrina. E’ un dono che cammina, che cammina sulla strada della vita, cammina con Gesù: predicare, annunziare Gesù, la gioia, allunga la strada e allarga la strada. E’ proprio una virtù dei grandi, di quei grandi che sono al di sopra delle pochezze, che sono al di sopra di queste piccolezze umane, che non si lasciano coinvolgere in quelle piccole cose interne della comunità, della Chiesa: guardano sempre all’orizzonte”.
Mons. Alessandro Rastelli, fondatore dell’ Oftal amava dire: “L’ Oftal deve avere lo spirito di missionarietà, deve essere una associazione di frontiera”.
La Vergine Maria che non ebbe paura di rispondere “sì” alla Parola del Signore e, dopo averla concepita nel grembo, si mise in cammino piena di gioia e di speranza, sia sempre il nostro modello di vita missionaria al servizio della Verità.
Buona preparazione alla Santa Pasqua.
Felicità e grazia!
Don Piero
Per la riflessione
. Mi spaventano i dubbi di fede o li ritengo stimoli alla ricerca? . Mi sento veramente un’operaio del Regno di Dio? . Porto il Vangelo nelle varie situazioni che si presentano idonee? . Provo gioia nel parlare di Gesù?